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Autobus atei - “Come invocheranno Colui nel quale non hanno creduto?” (Romani 10:14)
Navigando nella rete ho scoperto un’iniziativa che prevede l’utilizzo di autobus pubblici per sponsorizzare un messaggio ateo: “There‘s probably no God. Now stop worrying and enjoy your life.” (Probabilmente Dio non esiste, quindi smettila di preoccuparti e goditi la vita). In Italia, mentre negli altri Paesi aderenti all’iniziativa viene lasciato il beneficio del dubbio, lo slogan sarà: “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno.” Nella Bibbia è scritto chiaramente e senza mezzi termini: “Lo stolto ha detto in cuor suo: «Non c'è Dio» … non c’è nessuno che faccia il bene” (Salmi 14 e 53). Non è mio scopo confutare le tesi degli atei (l’ateismo è esso stesso una fede), ma voglio semplicemente fare quello che fanno loro: non vergognarmi di quello che credo.
Non mi vergogno di dire che credo nel Dio disceso dal cielo, morto sulla croce per liberarmi dal peccato, guarirmi dalle malattie e darmi vita eterna;
---- OPZIONI NEWSLETTER: se non visualizzi il video, fai click qui Un prezzo altissimo
Al termine di una riunione evangelistica, un minatore andò dal noto pastore e scrittore inglese G. Campbell Morgan e gli disse: "Non mi ci vorrebbe nulla a credere che Dio può perdonare i miei peccati. Semplicemente non riesco ad accettare l’idea che tutto ciò che devo fare è credere in Lui. È troppo conveniente." Morgan gli chiese: "Hai lavorato oggi?", "Sì", replicò l’uomo, "ero in miniera”. "Quanto hai pagato per uscire da lì?", domando il pastore. "Nulla!", rispose il minatore, "sono semplicemente entrato nell’ascensore che mi ha portato in superficie". "Non avevi paura di porre la tua fiducia nell’ascensore? Non è troppo conveniente?", gli chiese Morgan, "Oh, no. L’uso è gratuito, ma alla compagnia è costato molto scavare il pozzo dell’ascensore e renderlo sicuro", ribadì il minatore. Subito la verità gli fu chiara. Il pastore gli aveva annunciato che la salvezza era gratuita, ma che Qualcun altro aveva pagato un prezzo altissimo per provvedergli la “via d’uscita” dagli abissi del peccato e salvare i trasgressori. Nel Vangelo leggiamo dell’agonia sofferta da Cristo mentre pregava nel giardino del Getsemani. Riguardando alla croce, contempliamo le atroci sofferenze patite da Gesù per il nostro riscatto: quale alto prezzo è stato pagato! Si può disprezzare un così gran dono?
tratto dal calendario “La Parola Giorno per Giorno 2008”, meditazione del 27 novembre 2008, ADI-Media
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