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    Carnevale

    Citazione:

    Anche questa festa, come le altre di massima importanza religiosa, trova origine nel mondo pagano antico: “Il Carnevale fu come una meteorite che sconvolse tutta la struttura del Februarius e meteorite lo è stato anche per il calendario liturgico cristiano con il quale si armonizza soltanto superficialmente, per non dire difficilmente, come testimoniano i tentativi di esorcizzarlo perfino da un punto di vista etimologico. Si è sostenuto, infatti, che il suo nome derivi da Carni levamen, «sollievo della carne» e dunque libertà temporanea concessa agli istinti elementari; oppure da Carnes levare, «togliere le carni»; o ancora da Carni vale «carne addio» in riferimento alle orge gastronomiche che esaurivano le ultime scorte di carni prima della primavera. Dunque Carnevale sarebbe sinonimo di periodo orgiastico, di sregolatezza. Certo, in ogni Carnevale si riscontrano eccessi alimentari e sessuali, e perfino violenze che sembrano assumere la pura funzione di valvola di sfogo per l’istintività repressa nel resto dei mesi” (Cattabiani, Il Calendario pag. 146 – Rusconi Libri). Le prime testimonianze documentarie del Carnevale risalgono ad epoca medievale e parlano di una festa caratterizzata da uno sregolato uso di cibi, bevande e piaceri sensuali. Per tutto il periodo si sovvertiva l'ordine sociale vigente e si scambiavano i ruoli soliti, nascondendo la vecchia identità dietro delle maschere. La storia ci racconta che Enrico II, Re di Francia, attraversò Parigi in maschera. Dopo di lui Enrico IV si era pavoneggiato in costume da mago, facendosi di tanto in tanto riconoscere dai suoi sudditi. Ma fu nel 1655, quando il Re Sole comparve mascherato ad una festa, che fu ripresa questa tradizione ancora fortemente radicata nella nostra cultura. Nel famoso Carnevale brasiliano, molti approfittano delle maschere per concedersi atti molto illeciti, fino alla violenza e all’omicidio. La maschera è quindi un mezzo per nascondersi e poter compiere azioni illegittime. Il periodo Carnevalesco inoltre, coincide più o meno con l'inizio dell'anno agricolo, un chiaro indizio che permette di collegare direttamente il Carnevale alle feste greche di impronta dionisiaca (le feste in onore di Dionisio, dio greco del vino, caratterizzate dal raggiungimento di uno stato di ebbrezza ed esaltazione entusiastica, che sfociavano in gesti immorali) e a quelle romane dei Saturnali (solenni feste religiose, che si celebravano in onore del dio Saturno e durante le quali si tenevano cerimonie religiose di carattere sfrenato e licenzioso, che prevedevano tra l'altro la temporanea sospensione del rapporto servo-padrone). Lo stretto rapporto esistente tra queste feste e alcuni costumi del Carnevale è evidente. In definitiva, la festa del Carnevale era vista dalle classi sociali più agiate come un'ottima valvola di sfogo concessa ai meno abbienti allo scopo di garantirsi il protrarsi dei propri privilegi. Secondo alcuni esperti, la maschera nera sul viso di Arlecchino, il volto bipartito bianco e nero di Pulcinella, il corpetto e i campanacci sul dorso dei mamutones sardi, sono richiami all’occulto. Inoltre, studi sul significato psicologico della volontà di indossare una maschera hanno mostrato che l'irresistibile attrazione esercitata dal Carnevale sta proprio nella possibilità di smettere di essere se stessi per assumere le sembianze e il comportamento della maschera...

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    Dio è amore

     

    Quando vogliamo indicare una persona che fa del bene agli altri o è particolarmente gentile, in genere, diciamo: "Ha amore" ed è senza dubbio vero, ma questa persona ha un amore perfetto, senza macchia, disinterassato?

    Conosco molti che dicono di essere cristiani, di fare del bene agli altri, di andare in chiesa tutte le domeniche, di dire le preghiere comandate e tante altre cose, ma che poi non parlano con il fratello, con la zia, col nonno, col suocero, col cugino ecc ecc.

    Noi diremmo che questa persona è pia e che avrà sicuramente un grande amore verso gli altri, ma quando poi scopriamo questi particolari ci dobbiamo ricredere e ci sorge spontanea una domanda: "Come posso essere certo di amare veramente?"

    Uno solo ama perfettamente ed è Dio.

    La Bibbia non solo ci dice che Dio ha amore per noi, ma addirittura ci dice che Lui stesso è amore.

     

    "Dio è amore"

    (1 Giovanni 4:8b, 16 NR)

     

    Fatta questa premessa, possiamo tornare al nostro discorso: noi amiamo, ma amiamo imperfettamente, Dio ama ed ama in modo perfetto.

    Ci ama talmente tanto che è morto per riconciliarci a Sé.

    "Nessuno ha amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici"

    (Giovanni 15:13 CEI)

     

    Come possiamo amare come ama Lui?

    Prima di tutto, dobbiamo riconoscere che siamo peccatori. Perchè? Perché ce lo dice il Signore nella Sua Parola, la Bibbia: "Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" (Romani 3:23 NR).

    Quando sperimenteremo questa profonda angoscia derivante dalla consapevolezza di avere offeso Dio, sentiremo il desiderio irrefrenabile di rivolgerci a Lui per chiederGli di perdonarci e, quando Lui ci dirà: "Anche se i tuoi peccati sono come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se sono rossi come porpora, diventeranno come la lana." (cfr. Isaia 1:18), succederà qualcosa di nuovo in noi: inizieremo ad amare Dio, Lo ameremo come mai abbiamo amato ed ameremo perchè Lui ci ha amato per primi facendosi uomo e morendo sulla croce per noi!

    Dopo tutto questo inizieremo a sentire che tutti i nostri legami non ci sono più e il rancore che provavamo per il vicino di casa, l'amico, il suocero, il fratello, ecc, è scomparso: ora li amiamo.

    Come posso capire se il Signore mi ha salvato?

    Prima odiavo, adesso amo!

    Ecco come si fa ad amare senza riserve: accettando Gesù come personale Salvatore e Signore.

    Accettando Gesù non solo troveremo l'amore e l'affetto di cui abbiamo bisogno e che solo Dio ci può dare, ma questo amore sarà talmente puro e prezioso che sentiremmo il bisogno di dire ad altri che c'è Qualcuno lassù che ci ama e vuole riversare il Suo amore su tutti gli uomini!

    Per concludere, vi riporto le parole che l'apostolo Giovanni scrive nella sua prima lettera:

    "Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato per noi l'amore di Dio: che Dio ha mandato il Suo Figlio unigenito nel mondo, affinché, per mezzo di Lui, vivessimo. In questo è l'amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che Egli ha amato noi, e ha mandato Suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha tanto amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. [...] Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e il Suo amore diventa perfetto in noi. Da questo conosciamo che rimaniamo in Lui ed Egli in noi: dal fatto che ci ha dato del Suo Spirito. E noi abbiamo veduto e testimoniamo che il Padre ha mandato il Figlio per essere il Salvatore del mondo. Chi riconosce pubblicamente che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo conosciuto l'amore che Dio ha per noi, e vi abbiamo creduto. Dio è amore; e chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.In questo l'amore è reso perfetto in noi: che nel giorno del giudizio abbiamo fiducia, perché qual Egli è, tali siamo anche noi in questo mondo. Nell'amore non c'è paura; anzi, l'amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell'amore. Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo. Se uno dice: «Io amo Dio», ma odia suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama suo fratello che ha visto, non può amare Dio che non ha visto. Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da Lui: che chi ama Dio ami anche suo fratello."

      (1 Giovanni 4:8-21 NR)