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    Tradizione e fede

     

    "Così avete annullato la parola di Dio a motivo della vostra tradizione(Matteo 15:6)

     

    Sacra Bibbia_bonugliaIl termine “tradizione” deriva da consegnare, affidare, trasmettere. La tradizione è una consuetudine trasmessa e ricevuta da più generazioni e pertanto divenuta regola di comportamento e di pensiero. Per molti cristiani, la “tradizione” è divenuta il complesso delle verità di fede non contenute nelle Scritture, ma trasmesse oralmente dalle prime comunità cristiane. Tuttavia, alla luce di tutta la parola di Dio, non si può condividere tutto ciò. Siamo chiamati a credere ed a predicare unicamente il messaggio che Dio ci ha dato attraverso la Sua Parola, “… la fede, che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre” (Giuda 3).

    È evidente che ogni tradizione non serve ad altro che a soddisfare i propri interessi terreni. Queste, però, divengono una condanna su chi le preferisce alla Parola di Dio. Gesù ha lasciato un monito chiaro: “I farisei e gli scribi gli domandarono: «Perché i tuoi discepoli non seguono la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?» E Gesù disse loro: «Ben profetizzò Isaia di voi, ipocriti, com’è scritto: ‘Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me. Invano mi rendono il culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini’»” (Marco 7:5-7).

    Non permettere alle tradizioni di vanificare la tua fede in Cristo!

    tratto da “La Parola giorno per giorno”, meditazione del 21 settembre 2009

    © 2009 ADI-Media – www.adi-media.it

     

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    Tenda Evangelica

     

     

    Volantino-tenda-2009

    IL GIORNO 13/09, LA RIUNIONE È ANTICIPATA ALLE ORE 18:00 CIRCA

    fai click sulla locandina per visualizzare la mappa

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    Perché sono un Pentecostale

     

    La mia fede nella Pentecoste è basata sul fatto che il parlare in lingue, secondo come lo Spirito dà da esprimersi, è biblico, è storico, ed è un’esperienza.


    pentecostÈ biblico. Gli Atti degli Apostoli è il libro modello della Chiesa del Nuovo Testamento. Da esso appare chiaro che il numero dei discepoli battezzati nello Spirito Santo è decisamente superiore a quello degli apostoli. Il libro degli Atti menziona cinque circostanze nelle quali uno o più credenti furono battezzati nello Spirito Santo. Centoventi erano insieme in Gerusalemme il giorno della Pentecoste, e “tutti furono ripieni dello Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi” (Atti 2:4). Pietro fu inviato in Cesarea e “mentre Pietro parlava così, lo Spirito cadde su tutti coloro che udivano la Parola. E tutti i credenti della circoncisione che erano venuti con Pietro rimasero stupiti … poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio” (Atti 10:44-46). Paolo andò ad Efeso e vi trovò dodici discepoli. “E dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro e parlavano in altre lingue, e profetizzavano” (Atti 19:6). Tre giorni dopo che Saulo aveva incontrato il Signore sulla via di Damasco, Anania andò da lui e disse: “Fratello Saulo, il Signore, cioè Gesù, che ti è apparso … mi ha mandato perché tu recuperi la vista e sii ripieno dello Spirito Santo” (Atti 9:17). Egli stesso scrive più tardi nella 1 Corinzi 14:18: “Io ringrazio Iddio che parlo in altre lingue più di tutti voi”. Durante la persecuzione che ebbe inizio con la morte di Stefano, Filippo si recò in Samaria e predicò Cristo. Ne seguì un grande risveglio e molti cedettero e furono battezzati. Pietro e Giovanni, inviati in Samaria, pregarono ed “imposero le mani, ed essi ricevettero lo Spirito” (Atti 8:17). La testimonianza biblica è chiara sul fatto che il parlare in lingue accompagna il battesimo nello Spirito Santo. Gesù in Marco 16:17 promette a tutti i credenti: “Questi sono i segni che accompagneranno color che avranno creduto …, parleranno nuove lingue”.


    È storico. Il parlare nuove lingue non è cessato con l’Età Apostolica. La storia della Chiesa afferma che queste manifestazioni ebbero luogo in epoche e luoghi diversi. Molti Padri della Chiesa hanno fatto riferimento a questa esperienza: Ireneo (115-202) scrive: “… Sentiamo molti fratelli nella chiesa che posseggono doni profetici, e che per lo Spirito parlano tutte le lingue”; Tertulliano (160-220) fa menzione che il dono delle lingue, insieme agli altri doni spirituali, era manifestato; Agostino (354-439) scrive: “Noi facciamo ancora ciò che gli apostoli fecero quando imposero le mani ai samaritani e questi ricevettero lo Spirito Santo e parlarono in lingue”; Souer scrive: “Martin Lutero era un profeta, un evangelista, parlava in lingue ed interpretava. Aveva tutti i doni dello Spirito”; Thomas Walsh, collaboratore di John Wesley, scrive l’8 marzo 1750: “Il Signore mi ha dato una lingua che non conoscevo, sollevando l’anima mia verso di Lui…”; robert Boyd nel 1875 scrive, riferendosi al risveglio suscitato da Dwight L. Moody in Inghilterra: “… Ho trovato il luogo ripieno della fiamma dello Spirito: giovani che parlavano in lingue e profetizzavano”. Quando Frederick B. Meyer visitò l’Estonia, vi trovò delle congregazioni formate da semplici contadini e scrisse sul giornale britannico “Cristiano”: “Iddio sta rinnovando fra i contadini quelle meravigliose manifestazioni che si realizzavano alle prime predicazioni del Vangelo, quando Iddio accompagnava il messaggio della salvezza con segni, miracoli e doni dello Spirito Santo; il dono delle lingue si manifesta spesso nelle riunioni … Quando le lingue vengono interpretate, il significato è unico: Gesù viene presto! Gesù è vicino! Siate pronti; non siate oziosi”. All’inizio del ventesimo secolo Iddio ha sparso l’ultima pioggia del suo Spirito sopra devoti cristiani che in diverse parti del mondo stavano ricercando una più profonda esperienza con Dio. Ciò ha dato inizio al presente Movimento Pentecostale. Un’ultima pioggia che matura il raccolto prima del ritorno del Signore.


    È un’esperienza. Credo nell’esperienza pentecostale perché migliaia di persone di mia conoscenza l’hanno fatta e questa esperienza è stata per loro una sorgente di potenza spirituale e ha reso i loro cuori di benedizione agli altri. L’apostolo Paolo in 1 Corinzi 14:4 dice: “Chi parla in altra lingua edifica se stesso” “Perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio poiché nessuno l’intende, ma in Spirito proferisce misteri” (v. 2); “Poiché se prego in altra lingua ben prega lo spirito mio” (v. 14). Questa esperienza pentecostale ha dato ad innumerevoli cristiani la potenza per il servizio, la gioia indescrivibile e piena di gloria, la fede per credere nei miracoli e nella guarigione divina, la forza per una vita trionfante, la visione e il peso per le anime perdute di tutto il mondo. E ciò ha reso i ministri pentecostali aggressivi nei loro progetti missionari.
    Ultimo ma non meno importante: credo nella Pentecoste perché ne ho fatto personalmente esperienza. Sono stato riempito dello Spirito Santo e parlo in altre lingue, come lo Spirito mi dà da esprimermi. Quando se ne è fatta l’esperienza, è impossibile dubitarne. Un tale desiderava essere riempito dello Spirito Santo. Egli aveva un amico che apparteneva ad una chiesa che non accettava l’insegnamento pentecostale. Un giorno l’amico venne a lui e disse: “Il mio pastore mi ha dato un certo numero di ragioni per cui Iddio non riempie più con lo Spirito Santo ai nostri giorni”. Egli rispose: “Sei in ritardo, sono stato riempito dello Spirito Santo ieri sera”.
    La Bibbia parla dell’esperienza pentecostale; la storia testimonia che l’esperienza si è ripetuta in tutte le epoche; ai nostri giorni, moltissimi affermano di averla ricevuta dall’Alto; ciò prova sufficientemente la Sua veracità. Grazie al Signore, Egli continua a largire il Suo Santo Spirito a color che Glielo chiedono.

     

    tratto da “Risveglio Pentecostale”, marzo 1960

     

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    Il concetto di monoteismo nell’antichità

    Il concetto di monoteismo nell'antichità

    monoteismo e politeismo alla luce dell'antropologia e dell'archeologia


    libera traduzione e adattamento degli scritti del
    Dr. Clifford Wilson, M.A., B.D., M.R.Ed., Ph.D.
    (già direttore dell'Australian Institute of Archaeology e
    Presidente fondatore del Pacific College Of Graduate Studies)

     

    Testi sacri e antiche religioni

    1. Nel libro della Genesi Dio è chiamato con due nomi: "Elohim" e "Yahweh". "Elohim" è il plurale di "El" (l'equivalente italiano di "Dio"). Questo plurale ebraico indica, di fatto, "più di due". Letteralmente si traduce "Dii", eppure nella Bibbia è sempre accompagnato dal verbo al singolare. Già in Genesi 1:1 si legge che nel principio "Elohim (i Dii) creò i cieli e la terra" (Gen. 1:1) e non "crearono" i cieli e la terra. Questo nome viene usato per sottintendere fin dal principio la Trinità (Padre, Figlio, Spirito Santo, tre Persone ma al tempo stesso un unico Dio).
    Il nome "Yahweh" proviene da un verbo ebraico che vuol dire "essere", dunque denota esistenza: Dio è "l'Io sono", "l'Eterno". Questo è il nome con cui si fece conoscere agli uomini (Es. 3:14). Quando i due nomi compaiono insieme (Yahweh Elohim), si traduce "l'Eterno Dio".

    2. Gli "dèi" dei popoli antichi erano conosciuti con molti nomi, dunque la base dell'Ipotesi Documentaria (JEDP), analizzata in questa serie, è priva di fondamento.
    Allo stesso modo, l'ipotesi che vi fossero diverse versioni della narrativa dell'Antico Testamento, unificate solo al tempo di Salomone, è stato dimostrata fallace dai continui ritrovamenti archeologici.

    3. Il monoteismo era conosciuto già in tempi antichissimi. Il Libro egiziano dei Morti dimostra che il popolo d'Egitto originariamente credeva in un unico grande Dio e non in molti. Col passare del tempo gli attributi del vero Dio cominciarono ad essere attribuiti a nuove divinità, e in tal modo si sviluppò il politeismo.

    4. Questo punto è stato ben documentato, specialmente dal famoso egittologo Sir Wallis Budge nel suo libro "Il Libro dei Morti". Ecco alcune affermazioni tratte dal libro, selezionate dal Papiro di Ani; si tratta di una lode al:

    "Signore dei cieli... Signore della verità... Creatore degli uomini e degli animali... Sovrano del mondo, il potente valoroso... Colui che ha steso i cieli e ha fondato la terra... Signore dell'eternità... Creatore della luce... Egli ascolta la preghiera dell'oppresso, è misericordioso verso chi Lo invoca, libera il misero dall'oppressore... Egli è il Signore della conoscenza, e la Saggezza procede dalla sua bocca. Egli crea l'erba verde di cui vivono gli armenti. Egli crea i pesci affinché abitino i fiumi, e i volatili piumati nel cielo... Gloria a Te, o Creatore di tutte queste cose, Tu che sei L'UNICO." (pp. 108-110)

    5. Wallis Budge spiega:

    "In seguito alla lettura di questi estratti è impossibile non concludere che le idee degli antichi egizi su Dio erano di carattere molto elevato, ed è chiaro che essi avevano presente una distinzione ben netta tra Dio e gli "dèi"... Qui abbiamo un Unico Dio che non era stato creato, sussisteva da solo ed era onnipotente, e che aveva creato l'universo." (pp. 113,114)

    6. Budge vede il monoteismo come il credo originale del popolo egizio, che poi corrompendosi si trasformò in politeismo. Egli spiega in modo convincente che i vari attributi dell'unico Dio furono trasferiti nel tempo a delle divinità minori che il popolo si creò: "La religione egiziana non perse mai interamente l'elemento monoteistico da cui era partita" (p. 115).

    7. Budge suggerisce una somiglianza al monoteismo degli Ebrei (p. 115). Un crudo politeismo si sviluppò nella storia egiziana, portando un incremento del numero delle divinità. Questa è una conferma indiretta del fatto che si partì dal monoteismo, e non da "molti dèi".

    8. Altri studiosi hanno sostenuto le tesi di Budge. Qualche esempio si trova anche nel suo libro:

    "In seguito ai loro studi sui testi egiziani, molti egittologi del passato - come Champollion-Figeac, de Rouge, Pierret e Brugsch - giunsero alla conclusione che gli abitanti della Valle del Nilo, fin dai tempi antichi, credevano nell'esistenza di un unico Dio, senza nome, incomprensibile ed eterno." (p. 105)

    9. Il famoso egittologo Sir Flinders Petrie sosteneva queste conclusioni. In "La Religione dell'Antico Egitto" (ed. Constable) scriveva:

    "Nelle religioni e teologie antiche vi sono diverse classi di dèi. Alcuni, come i moderni Indù, si compiacciono di una profusione di dèi e dèe che aumentano continuamente. Altri... non cercano di servire grandi dèi, ma si rivolgono a un esercito di spiriti animistici, demoni, o comunque li si voglia chiamare... Ma tutta la nostra conoscenza sulle posizioni originarie e sulla natura dei grandi dèi dimostra che essi si trovavano in una posizione completamente diversa da quella di questa moltitudine di spiriti.

    Se il concetto di un solo dio fosse solo un'evoluzione dall'adorazione di questa moltitudine di spiriti, dovremmo poter costatare che l'adorazione di molti dèi precede l'adorazione di un unico dio... Ciò che in realtà troviamo è che il monoteismo è la prima posizione teologica di cui si abbia notizia...

    Ovunque riusciamo a far risalire il politeismo alle sue fasi iniziali, scopriamo che esso è risultato da combinazioni di monoteismo. In Egitto anche Osiride, Iside e Oro, così noti come triade, si trovano inizialmente come unità separate in luoghi separati: Iside è una dèa vergine, e Oro è un dio solo.

    Ogni città sembra aver avuto un solo dio, al quale col tempo furono aggiunti altri. Allo stesso modo, le città babilonesi avevano ciascuna il loro dio supremo; la combinazione di questi e la loro alterazione in modo da coesistere in gruppi quando le case furono unite politicamente, dimostra che in principio ciascuno aveva una singola divinità" (monoteismo).

    Anche gli altri popoli erano monoteisti

    10. Anche altri popoli erano originariamente monoteisti; conoscevano un solo vero Dio. Il Dr. Arthur C. Custance scrisse una serie di documenti (The Doorway Papers); in uno di essi (n. 34) egli dimostra che questa era la situazione di molti popoli, contrariamente all'opinione di diversi studiosi.
    Questi studiosi partivano automaticamente dall'idea di un politeismo iniziale in quanto credevano che l'uomo si fosse evoluto in aree come lo sviluppo fisico, le relazioni sociali, le capacità intellettive, e la comprensione spirituale. Quest'idea proveniva dalle teorie evoluzionistiche (che immaginano il primo uomo come un essere ignorante e scimmiesco che attribuiva carattere divino a tutto ciò che lo colpiva, e che pian piano si evolse, e con lui il suo politeismo si trasformò in monoteismo).
    La verità è che l'uomo è il coronamento della creazione di Dio, originariamente perfetta (prima della caduta dell'uomo); l'uomo aveva inizialmente la chiara consapevolezza di un Dio che era in realtà suo Amico. Non vi è stata alcuna evoluzione della religione - al contrario, v'è stata una degenerazione della stessa, in cui l'uomo si è allontanato dalla relazione che aveva con Dio.

    11. Il Dr. Custance fa il punto dell'esame della storia delle civiltà antiche da parte dei primi studiosi:

    "...si trovarono davanti a un numero incredibile di dèi e dèe e di altre potenze spirituali minori che sembravano essere continuamente in guerra l'una con l'altra ed erano per la maggior parte estremamente distruttive."

    Nello stesso contesto aggiunge:

    "Mentre tavolette sempre più antiche venivano rinvenute e riportate alla luce, e le capacità di decifrarle aumentava, l'idea iniziale di un diffuso politeismo cominciò a sgretolarsi e ad essere rimpiazzata da qualcosa di più simile a una gerarchia di esseri spirituali organizzati in una sorta di corte con un unico Essere Supremo che le governava." (p. 3)

    Il monoteismo ha preceduto il politeismo

    12. Il Dr. Custance cita anche altri studiosi; ad esempio, cita Stephen Langdon di Oxford il quale scrisse (in Semitic Mythology, Vol. V, serie Amer., p.xviii):

    "Può risultarmi difficile far accettare la conclusione che tanto nella religione dei Sumeri quanto in quella dei Semiti, il monoteismo ha preceduto il politeismo..."

    13. Langdon sapeva bene che le sue conclusioni sarebbero state rigettate dall'estabilishment ateo. Egli continuò:

    "La dimostrazione e i motivi per questa conclusione, così contraria alle idee attualmente accettate, sono state rese meticolosamente e con la percezione di un criticismo avverso. Si tratta, io credo, della conclusione della conoscenza e non di un audace preconcetto."

    14. Langdon era convinto che il monoteismo aveva preceduto il politeismo. Egli precisò questo punto molto chiaramente:

    "E' mia opinione che la storia delle più antiche civilizzazioni umane sia un rapido declino dal monoteismo a un politeismo estremo e al culto diffuso di spiriti demoniaci. E' in un senso molto reale la storia della caduta dell'uomo."

    15. Langdon continuò a sostenere quest'idea, e lo presentò nuovamente, cinque anni dopo (in The Scotsman) scrivendo:

    "La storia della religione Sumera, che costituiva la più potente influenza culturale nel mondo antico, poteva essere tracciata mediante iscrizioni fotografiche fin quasi ai primissimi concetti religiosi dell'uomo. Le prove puntano inequivocabilmente a un monoteismo originario; le iscrizioni e i resti letterari delle più antiche popolazioni Semite indicano anche un monoteismo primitivo, e dunque l'origine totemica delle varie religioni Semitiche e di quella Ebraica è ora interamente screditata."

    Il culto di un solo Dio

    16. Non tutti gli studiosi hanno accettato queste conclusioni, poiché si oppongono alle idee dell'estabilishment sull'evoluzione della religione. Comunque, rispondendo alle argomentazioni contrarie, il Dr. Custance ha dimostrato che nuovi scavi a Tell Asmar (Eshnunna), qualche miglio a sud della moderna Bagdad, hanno confermato le conclusioni di Langdon.

    17. Il Dr. Custance cita anche altri studiosi. Uno è il Dr. Henry Frankfort, sul suo terzo referto preliminare sugli scavi:

    "Oltre ai risultati più tangibili, i nostri scavi hanno dimostrato un fatto nuovo, di cui gli studenti delle religioni babilonesi dovranno da ora in poi tenere conto. Abbiamo ottenuto, per la prima volta per quanto ne sappiamo, materiale religioso completo nella sua installazione sociale.

    Possediamo una quantità coerente di prove, drivate in quantità quasi uguali da un tempio e dalle case abitate da quelli che adoravano in quel tempio. Siamo così in grado di trarre conclusioni, che non sarebbe stato possibile trarre studiando i ritrovamenti da soli.

    Ad esempio, abbiamo scoperto che le rappresentazioni sui sigilli dei cilindri, che sono solitamente collegati a vari dèi, possono invece essere tutti fatti rientrare in un quadro coerente in cui un singolo dio è adorato in questo tempio e forma la figura centrale. Sembra, pertanto, che a questo punto i suoi vari attributi non venivano considerati come divinità separate nel panteon Sumero-Accadiano."

    18. Queste conclusioni circa un antico monoteismo sono vere anche per altre culture. Il Dr. Custance cita da Max Muller, uno studioso tedesco che era "tra le autorità più conosciute di quest'area". In Lectures on the Science of Language, Muller scriveva:

    "La mitologia, che era la rovina del mondo antico, è in realtà una malattia del linguaggio. Un mito è una parola, ma una parola che, dall'essere un nome o un attributo, è passata a ricevere un'esistenza sostanziale. La maggior parte degli dèi pagani dei greci, dei romani, degli indù e di altri popoli, non sono altro che nomi poetici, cui gradualmente fu permesso di assumere una personalità divina mai contemplata dai loro ideatori originari."

    19. "Eos era il nome dell'alba prima che 'diventasse' una dea, la moglie di Tithonos, il declinare del giorno. Fatum, o Fato, indicava originariamente quello che era stato detto dalla divinità; significava che ciò che era stato detto da Giove non poteva essere cambiato - neanche da Giove stesso. In seguito, il Fato divenne una potenza autonoma, persino più grande di Giove stesso."

    20. "Zeus originariamente era il cielo luminoso, in sanscrito "Dyaus". Molte storie parlavano di lui come del dio supremo, e avevano un significato solo nell'indicare il cielo luminoso, il Danae antico, conservato da suo padre nella prigione buia dell'inverno."

    21. "Nessuno dubita che Luna era semplicemente il nome della luna; allo stesso modo del nome Lucina, anch'esso derivato da lucere, cioè brillare. Anche Ecate era un antico nome per la luna, il femminile di Ekatos e di Ekatebolos, il sole lontano; e Pirra, l'Eva dei Greci, non era altro che un nome per la terra rossa, e in particolare Tessalia.
    La malattia mitologica, sebbene meno virulenta nelle lingue moderne, non è affatto estinta."

    22. Il Dr. Custance afferma (p. 10): "Per quanto poco Muller abbia condiviso la visione Cristiana della storia spirituale dell'umanità, egli ha però ammesso liberamente:

    "Vi è un monoteismo che precede il politeismo dei Veda; e anche nell'invocazione degli innumerevoli dèi, il ricordo di un Dio, uno e infinito, appare dietro alla nebbia della fraseologia idolatra come il cielo blu che è nascosto dalle nuvole che passano." (Citato da: Storia della Letteratura Sanscrita)"

    Moderne tribù "primitive" così come i popoli antichi conoscono un solo Dio

    23. Il Dr. Custance ha discusso del concetto di monoteismo in altre antiche culture. Lo spazio e il tempo ci impediscono di elaborarle tutte qui in dettaglio, ma egli lo ha fatto riguardo alla Cina, la Grecia, Roma, e il Medio Oriente (pp. 10-14).

    24. Egli dichiara:

    "Le prove dimostrano che l'uomo ha cominciato dalla vera Luce e oggi la sua comprensione è sempre più ottenebrata. La prova di ciò tra le popolazioni primitive si trova in ogni angolo del mondo dove popolazioni simili esistono ancora o sono esistite in tempi recenti. E paradossalmente scopriamo che spesso, più primitivi sono, più semplice e più pura è la loro fede."

    Il Dr. Custance elabora queste argomentazioni con abbondanti prove, che toccano un ampio gruppo di popolazioni.

    I gruppi più antichi avevano una maggiore conoscenza di un'unico Dio

    25. Le cosiddette popolazioni primitive avevano quest'idea di un solo grande Dio. Sempre il Dr. Custance afferma:

    "Senza dubbio la ricerca più interessante sul monoteismo dei popoli primitivi è quella di Wilhelm Schmidt. Sebbene l'opera consistesse originariamente di molti volumi in tedesco, nel 1930 fu pubblicata una traduzione in inglese condensata in un singolo volume." (Citato da: "The Origin and Growth of Religion: Facts and Theories", xvi, p. 302)

    26. "Schmidt prima analizza la storia del pensiero sull'origine della religione e il suo sviluppo durante l'ultimo secolo. Egli indica brevemente che Herbert Spencer fu il primo a dare una interpretazione evoluzionistica della "religione", notando che in questo anticipò di sette anni Darwin, come dimostrato dal suo articolo, The Development Hypothesis, apparso in The Leader del 20 Marzo 1852."

    27. "Sulla base delle prove attuali è ora chiaro che Spencer era completamente in errore. Spencer sosteneva che i popoli primitivi avevano cominciato ad adorare i loro antenati e che, mentre le civilizzazioni si sviluppavano, questi antenati si raggrupparono 'naturalmente' in gerarchie, le gerarchie divennero ranghi, e i ranghi più elevati furono considerati divinità."

    28. E' dunque evidente che molti studiosi moderni sono in errore circa le loro idee sul monoteismo. E' venuto prima il monoteismo, non il politeismo. Il Dr. Custance sottolinea:

    "Ciò che Schmidt prova conclusivamente è che se le culture primitive vengono raggruppate sulla base del loro livello culturale e questi gruppi vengono sistemati in ordine ascendente, si trova che i gruppi più in basso hanno il concetto più puro di Dio... dai meri cacciatori ai pastori nomadi, ai coltivatori... si scopre fin dall'inizio una fede in un Essere Supremo che non ha né moglie né famiglia."

    29. "Sotto di Lui e creati da Lui c'è la prima coppia da cui discende la tribù. Secondo Schmidt troviamo questa forma di credenza tra i Pigmei dell'Africa Centrale, gli Australiani del sud-est, gli abitanti del centro-nord della California, i primitivi Algonkins, ed entro certi limiti anche i Koryaka e gli Aimu."

    30. "La falsità delle teorie di Spencer è qui dimostrata dal fatto che il culto degli antenati è sviluppato molto debolmente nelle più antiche culture, mentre una religione monoteistica vi si trova già in modo chiaro e inequivocabile...
    Purtroppo per la teoria di Spencer, va inoltre considerato che il più alto sviluppo del culto degli antenati non si è avuto fino ai tempi più recenti..." (Schmidt, op.cit., p. 71)

    31. In quanto all'animismo, si suppone che esso si sia sviluppato dall'idea che l'uomo ha un'anima, e che perciò tutte le cose viventi (incluse le piante) avrebbero un'anima o almeno una "realtà interiore". Così, teoricamente, l'uomo si sarebbe mosso lungo un percorso evoluzionistico dal credere che l'intero mondo degli spiriti era personale - arrivando all'animismo e al poli-demonismo (e al timore di demoni che andavano placati).
    Le prove oggi disponibili dai reperti storici che sono stati rinvenuti, non supporta quest'ipotesi così palesemente contraria al resoconto Biblico di un unico grande Dio che creò l'uomo a Sua immagine.

    32. Nonostante i molti punti di vista contrari, le prove storiche e di altro tipo rigettano l'animismo come la religione "originaria", e indicano che il popolo Giudeo e altri oltre ai Cristiani hanno conosciuto l'unico e vero Dio.

    33. Questa posizione è confermata anche dagli studi di uno scrittore moderno, Don Richardson. Nel suo libro "Eternity In Their Hearts" (ed. Regal Books, 1981), egli sfida la conclusione di studiosi come Huxley, Spencer, Tylor e altri:

    "Costoro avevano appassionatamente ridimensionato ogni pretesa sulle origini soprannaturali della religione. La religione, affermavano essi, si è evoluta mentalmente proprio come le forme biologiche si sono evolute fisicamente.

    Ma intanto, nel deserto Kalahari, nella foresta Ituri, e in mille altri luoghi, alcuni giovani antropologi stavano arrivando a interrogativi più profondi. Cominciarono a chiedere agli animisti: 'Cosa ne pensate, chi ha fatto il mondo?', ed erano sconvolti dal sentirsi rispondere, spesso con un sorriso felice, il nome di un unico Essere supremo che viveva in cielo.

    'E' buono o cattivo?', era la consueta seconda domanda. "Buono, ovviamente", era immancabilmente la risposta.
    "Mostratemi l'idolo che usate per rappresentarlo", chiedevano i ricercatori. Al che essi rispondevano: "Quale idolo? Non sapete che Lui non deve mai essere rappresentato con un idolo?"."

    34. Questo naturalmente contrasta con le idee che molti studiosi moderni si sono fatti. Ma, come Richardson dice:

    "Cominciarono a scoprire quello che migliaia di missionari avevano già scoperto per un centinaio di anni - che circa il 90% delle religioni popolari sono permeate da presupposizioni monoteistiche.

    Essi sapevano, naturalmente, che Huxley, Tylor e gli altri ne sarebbero stati delusi, per non dire imbarazzati. Alcuni ricercatori possono aver archiviato questo aspetto della loro ricerca per evitare di mettere in imbarazzo i loro "gran sacerdoti" della scienza. E in ogni caso, queste rivelazioni successive non trovarono posto nei primi libri di testo. Risultato: l'antropologia e il pubblico svilupparono un "punto cieco" collettivo! Andrew Lang rimase da solo a protestare contro la soppressione di questi dati contraddittori."

    35. "Finalmente, nel 1920 il Dr. Wilhelm Schmidt, un austriaco, decise di compilare un elenco di "nomi dell'Onnipotente" che i ricercatori avevano scoperto in giro per il mondo.
    Schmidt si accorse con stupore che furono necessari 6 volumi per un totale di 4500 pagine per riportarli tutti! E da allora ne sono venuti alla luce ancora un altro migliaio.
    Probabilmente più del 90% delle religioni popolari del nostro pianeta contengono un chiaro riconoscimento dell'esistenza di un Dio Supremo! Il classico "Der Ursprung der Gottesidee" (Le origini del concetto di Dio) di Schmidt fu infine pubblicato nel 1934."

    36. "In esso egli rende omaggio a Andrew Lang prima di lui per aver - secondo le parole dell'antropologo Gordon Fraser - 'fatto conoscere al pubblico i fatti, in un tempo in cui era quasi un suicidio intellettuale osare opporsi alla dottrina dell'evoluzione e ai suoi gran sacerdoti'. Fraser stesso, oggi 82enne, ha passato gran parte della sua vita espandendo la ricerca di Lang e Schmidt. La trattazione completa di G. Foucart sul soggetto nell'Encyclopedia of Religion and Ethics conferma la conclusione di questi tre uomini:

    "La natura, il ruolo, e le caratteristiche di questo 'dio del cielo' universale può essere nascosta sotto le forme più diverse, ma egli è sempre riconoscibile in modo più o meno chiaro dagli storici delle religioni e sempre identico nella sua definizione essenziale... Il 'dio del cielo' ha regnato ovunque. Il suo regno copre ancora l'intero mondo civilizzato. Nessun motivo storico o proto-storico può essere assegnato come causa, né possono la migrazione delle razze o la diffusione dei miti e del folclore offrire la pur minima giustificazione dei fatti. L'universalità del 'dio del cielo' e l'uniformità delle sue caratteristiche essenziali sono la conseguenza logica dell'uniformità del sistema primitivo della cosmogonia."

    37. Il Re Salomone lo disse in modo molto più conciso: "Dio ha perfino messo nei cuori degli uomini il pensiero dell'eternità"! (Ecclesiaste 3:11)

    38. Richardson elabora i dati di tribù dopo tribù, dimostrando che c'erano inni la cui teologia era chiaramente coerente con la fede in un unico vero Dio. Eccone una selezione, dal popolo Karen di Burma:

    "Y'wa è eterno, la sua vita è lunga.
    Un eone - egli non muore!
    Due eoni - egli non muore!
    Egli è perfetto nei suoi attributi meritori.
    Gli eoni passano - ma egli non muore!"

    39. Queste persone si riferivano a Lui chiaramente come al Creatore. Un altro inno lo esaltava come tale:

    "Chi ha creato il mondo al principio?
    Y'wa ha creato il mondo al principio?
    Y'wa ha stabilito ogni cosa.
    Y'wa è imperscrutabile!"

    40. Un altro inno ringrazia il Dio unico per la sua onnipotenza e onniscienza, pur riconoscendo una mancanza di relazione con Lui:

    "L'onnipotente è Y'wa; in Lui non abbiamo creduto.
    Y'wa creò l'uomo nei tempi antichi;
    Egli ha una conoscenza perfetta di tutte le cose!
    Y'wa creò l'uomo nei tempi antichi;
    Egli sa tutte le cose del tempo presente!
    O figli miei e nipoti!
    La terra è il luogo dove Y'wa cammina.
    E il cielo è il luogo dove Lui siede.
    Egli vede tutte le cose, e noi siamo manifesti a Lui."

    41. Sembra quasi che queste persone conoscessero la narrazione della Bibbia sulla creazione. Richardson afferma:

    "La storia della caduta dell'uomo e del suo allontanamento da Dio secondo i Karen contiene paralleli incredibili con il capitolo 1 del libro della Genesi:

    Y'wa formò il mondo in principio.
    Egli stabilì da mangiare e da bere.
    Egli stabilì il "frutto della prova".
    Egli diede ordine dettagliato.
    Mu-kaw-lee ingannò due persone.
    Lui gli fece mangiare il frutto dell'albero della prova.
    Loro non ubbidirono; loro non credettero a Y'wa ...
    Quando mangiarono il frutto della prova,
    Essi divennero soggetti alla malattia, all'invecchiamento, e alla morte ..."

    Le persone appartenenti al popolo Karen avevano "testardamente seguito la loro religione popolare nonostante gli incessanti tentativi dei birmani di farli diventare Buddisti"... ed essi aspettavano l'arrivo di un fratello bianco da tempi immemorabili, uno che gli avrebbe portato un Libro il cui autore era Y'wa il Dio supremo.

    42. Richardson ha riportato molte altre notizie. I suoi scritti dovrebbero essere considerati in ogni seminario teologico e in ogni college biblico! Egli ha anche dimostrato come il termine greco Deos (Dio) ha attraversato alterazioni di pronuncia e alterazioni geografiche, diventando Deos in un'area, Deus in un'altra, e Theos in una terza area. Bastò un ulteriore passo per arrivare a Zeus, un "grande dio" della mitologia greca. I significati gradualmente cambiarono, ma il concetto originario può essere prontamente tracciato alla stessa fonte.

    43. Richardson cita diverse famose autorità secolari per evidenziare come queste scoperte hanno "turbato gli evoluzionisti più di qualunque altro fenomeno culturale". Essi non capiscono perché "dei bigotti ignoranti eppur dotati di spirito pratico, possano insistere così fermamente che esiste un Dio vero che è il Creatore dell'umanità".

    44. La teoria evoluzionistica si aggrappa all'idea che al concetto di un solo Essere Supremo si sia arrivati solo dopo essere passati, nel tempo, dalle credenze in dèi inferiori, feticci, e politeismo. Ora essi scoprono che le cosiddette tribù "primitive" hanno idee avanzate circa l'unico vero Dio - e dunque sul monoteismo!

    Ciò è stato imbarazzante per gli atei, che rigettano il concetto di un unico vero Dio:

    "Gli evoluzionisti, spiega Andrew Lang, sentivano che l'uomo non avrebbe mai postulato una gerarchia di dei, ad esempio, fino a quando ciò non gli fosse stato suggerito da un'analogia terrena - il sorgere di un'aristocrazia nella società umana! Neppure, essi dicevano, l'uomo avrebbe potuto "sognarsi" un Dio supremo, prima dell'evoluzione di un concetto chiamato monarchia nel governo umano! Dato che aristocrazie e monarchie non si trovano nelle cosiddette società "primitive", la teoria degli evoluzionisti ne usciva ridicolizzata, se le culture più semplici ovunque nel mondo si dimostravano piene di concetti altamente sviluppati di un Dio Supremo. E questo è esattamente ciò che queste culture "più semplici" hanno fatto, a migliaia!"

    45. Un'ultima citazione da Richardson:

    "Ancora oggi, se chiedete agli antropologi secolari di commentare le origini e il significato delle presupposizioni monoteistiche nelle migliaia di religioni popolari, la loro risposta solitamente sarà: "Non sappiamo come il concetto abbia avuto origine né quale significato possa avere".

    Interessante! Ogni qualvolta le cosiddette menti "scientifiche" pensano di avere le prove per negare l'esistenza di Dio, non aspettano di trovare prove solide ma corrono subito a strombazzare - come fece Huxley - le implicazioni anti-religiose di quelle prove davanti al pubblico. Ma non appena una di quelle menti "scientifiche" si trovano davanti a qualcosa che dimostra l'esistenza di Dio, si applicano immediatamente a cercare una minima incoerenza nel discorso e la usano per giustificare il loro rigetto in blocco di tutte le prove."

    Grazie a Dio per il racconto ispirato della creazione - nel Libro di Dio, la Bibbia!

     

    dal sito “Il cammino Cristiano”

     

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    Terremoto in Abruzzo – Aggiornamenti

     

    POST IN COSTANTE AGGIORNAMENTO  CON LE NUOVE NOTIZIE

    Inserisco, in ordine cronologico, le notizie pubblicate sul web riguardanti le ripercussioni nel mondo evangelico del tragico evento sismico abbattutosi su numerosi comuni dell’Abruzzo. Non inserisco quelle generali in quanto tutti possiamo accedervi senza problemi.

     

    TG5 – intervista al frat. Loria, presidente delle Assemblee di Dio in Italia

    Galleria fotografica – da assembleedidio.org

    Video: Cristiani Oggi, speciale terremoto

     

    L’Aquila, crollo e lutto per la chiesa ADI – da evangelici.net

    Comunicato dell’AEI sul terremoto in Abruzzo – da alleanzaevangelica.org

    Terremoto, L’Aquila: crollata la chiesa delle ADI – da ICN-News.com

    Terremoto: Gioventù in Missione a Pescara sta bene – da ICN-News.com

    Terremoto in Abruzzo – da assembleedidio.org

    Terremoto in Abruzzo. Il presidente delle ADI a fianco della locale comunità pentecostale – da ICN-News.com

    Terremoto in Abruzzo – da avventisti.it

    Terremoto in Abruzzo. La Chiesa Avventista apre sottoscrizione – da ICN-News.com

    Terremoto in Abruzzo. Nasce il Coordinamento Evangelico Emergenza Abruzzo – da ICN-News.com

    Earthquake strikes central Italy – da ag.org (Assemblies of God, USA)

    Aardbeving Italië – da vpe.nl (Chiese Pentecostali Unite, Olanda)

    Terremoto in Abruzzo. Iniziative della Chiesa dei Fratelli – da ICN-News.com

    Terremoto. La Federazione evangelica lancia una sottoscrizione – da fedevangelica.it

    Terremoto in Abruzzo. Un appello della Chiesa dei Fratelli – da ICN-News.com

    Terremoto in Abruzzo. Le Assemblee di Dio in Italia aprono sottoscrizione – da ICN-News.com

    Terremoto in Abruzzo. La solidarietà delle Assemblee di Dio americane – da ICN-News.com

    Terremoto in Abruzzo, Evangelici. Nascono un coordinamento ed un sito dedicato – da ICN-News.com

    Terremoto in Abruzzo. Il cordoglio e la solidarietà del mondo protestante internazionale – da ICN-News.com

    Terremoto, l’impegno degli evangelici – da evangelici.net

    Terremoto in Abruzzo. Gli Avventisti pronti per la fase di ricostruzione – da ICN-News.com

    Terremoto in Abruzzo, Evangelici. Unità di crisi presso la chiesa ADI – da ICN-News.com

    Terremoto in Abruzzo, Evangelici. Battisti, ospitalità per famiglia terremotata – da ICN-News.com

    Terremoto in Abruzzo. Primo giorno di attività del Coordinamento Evangelico – da ICN-News.com

    crc, uno “speciale” sul dramma abruzzese – da evangelici.net

    Terremoto in Abruzzo, Avventisti. Istituito servizio mensa per gli sfollati – da ICN-News.com

    Terremoto in Abruzzo, Evangelici. Mancano piatti, bicchieri e posate di plastica – da ICN-News.com

    Terremoto in Abruzzo, funerali. Gli evangelici chiedono il rispetto delle appartenenze religiose – da ICN-News.com

    Terremoto in Abruzzo, Evangelici. Da Milano un Tir di solidarietà – da ICN-News.com

    In mezzo al dramma – da evangelici.net

    Terremoto in Abruzzo. Cristo fa la differenza – da assembleedidio.org

    Emergenza terremoto. Un ringraziamento a quanti stanno offrendo con generosità – da assembleedidio.org

    Terremoto in Abruzzo, primo bilancio dell’AEI – da evangelici.net

    Quando il cuore trema – da assembleedidio.org

     

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    Causale: Offerta pro terremotati Abruzzo.


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    intestato a: Assemblee di Dio in Italia – Cassa Nazionale; c/c 317503
    Causale: Offerta pro terremotati Abruzzo.

    Sul sito ufficiale delle Assemblee di Dio in Italia, sono riportate le modalità di utilizzo dei fondi ricevuti.

     

     

    Per informazioni su Servizio Evangelico di Assistenza Sociale (SEAS) delle Assemblee di Dio in Italia, fai click qui

    Per guardare un video sull’opera del Servizio Evangelico di Assistenza Sociale (SEAS) delle Assemblee di Dio in Italia, fai click qui

    Per seguire gli aggiornamenti relativi all’attività del Coordinamento Evangelico Emergenza Abruzzo, fai click qui

    Per seguire lo speciale di evangelici.net, fai click qui

     

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    Hanno detto …

    Quelli della Chiesa evangelica dell’Assemblea di Dio, hanno trasformato in mensa la loro chiesa mobile tutta bianca: panini e yogurt invece di omelie. «Qua dentro siamo in dodici più due neonati. Almeno ci hanno portato i lettini da campo. Questi soccorritori sono eccezionali, gente impareggiabile» sorride una pensionata.

    tratto da "Il Messaggero"


     

    "Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta ... con le mie opere ti mostrerò la mia fede." (Giacomo 2:17, 18)

     

    Sullo sfondo, in bianco, i gazebo allestiti dalle "Assemblee di Dio in Italia". Fonte: www.skytg24.it 

    Nella foto, sullo sfondo, in bianco, i gazebo allestiti dalle "Assemblee di Dio in Italia". Fonte: www.skytg24.it

     

    Tutto questo non per esaltare l'uomo, ma l'opera che Dio ha compiuto nei credenti nati di nuovo, un'opera dettata dall'amore, che ora viene condiviso gratuitamente con tutti coloro che hanno bisogno... tutto in onore e per esaltare il Nome di Gesù.

    È la Pasqua del Signore

     

    Citazione:

    La Pasqua … dall’Antico al Nuovo Testamento. Letteralmente “passaggio”, la Pasqua rappresenta la più grande solennità ebraica, l’occasione per ritornare col pensiero e col cuore al giorno della liberazione dalla schiavitù dell’Egitto (cfr. Esodo 12). Tale ricorrenza costituiva “una solenne festività per Israele”. Non voleva solo alludere alla salvezza dei primogeniti di Israele dal giudizio di Dio verso gli egiziani. Soprattutto segna storicamente e spiritualmente il significato della liberazione civile, del passaggio dalla condizione di schiavitù all’emancipazione morale. A tale scopo Dio prescrisse un preciso cerimoniale da osservare, in modo da conservare il senso simbolico dell’evento. “Quel giorno sarà per voi un giorno di ricordanza, e lo celebrerete come una festa in onore del Signore … perché Egli vi fede uscire dal paese d’Egitto”. Così Israele, anno dopo anno, celebrava la Pasqua guardando al giorno in cui il Messia, il vero Liberatore, lo avrebbe liberato dal proprio peccato. Gesù rappresenta “la consolazione di Israele” e di tutta l’umanità ed è indicato come Colui “che salverà il Suo popolo dai loro peccati” (Vangelo di Matteo 1:21). Per essere tale, “… anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata” (Prima Lettera ai Corinzi 5:7). Difatti, mentre in Gerusalemme si celebrava la Pasqua mosaica, proprio in quei giorni Gesù offriva Se stesso sulla croce, si immolava per noi e diveniva “l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. Ogni cosa è stata adempiuta in Cristo Gesù; “in Lui noi abbiamo la redenzione … il perdono dei peccati” (cfr. Lettera agli Efesini 1:7), “sapendo che non cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati … ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia” (Prima Lettera di Pietro 1:18). La fonte della liberazione spirituale è pertanto l’opera salvifica del Salvatore Gesù, morto e risorto per noi, e il ricordo di tale redenzione e del carattere sacrificale della Sua morte è continuamente ravvivato in noi per mezzo della cosiddetta “Cena del Signore”: “… fate questo in memoria di Me” (cfr. Vangelo di Luca 22:19). Mentre per Israele la Pasqua doveva essere il giorno della “ricordanza”, la Chiesa rammemora la propria redenzione attraverso la consumazione del pane e del vino: “ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore …” (Prima Lettera ai Corinzi 11:26).

    Naturalmente per il vero cristiano non è più concepibile limitare il ricordo dell’opera del sacrificio del proprio Salvatore Gesù ad una sola giornata o catalogarlo come una ricorrenza annuale o una festività religiosa. Ogni giorno il credente sente il bisogno di rinverdire l’efficacia della Sua morte e il valore delle Sue sofferenze, ogni giorno può fare appello alla potenza del sangue sparso e sempre troverà rifugio e liberazione in Cristo Gesù.

    Francesco Citarella

    tratto da “Cristiani Oggi” n.4, Aprile 2009

    Un giorno insieme ai terremotati

     

    Un giorno insieme ai terremotati

    di Davide Zappalà

    resoconto del 08/04/2009


    Immagine ospitata in www.adi-it.org - I gazebo allestiti dalle ADI

    «È un continuo viavai di mezzi di soccorso: ambulanze, ruspe, camion della protezione civile, aiuti umanitari, semplici cittadini che vogliono rendersi utili alla causa... 

    Sembra di essere in una città appena bombardata; i palazzi che non sono crollati, presentano oltre ad enormi crepe, buchi immensi, parti enormi di essi non ci sono più ed all'interno pericolanti all'infuori, si possono scorgere tutti i suppellettili che la gente non ha potuto portare con se mentre terrorizzata fuggiva abbandonando tutto. 

    È una visione agghiacciante, e mentre con altri fratelli scarichiamo il nostro mezzo carico di generi alimentari, tutto attorno a me è cosi irreale tanto da chiedermi: "Ma cosa ci faccio qui?... Cosa è successo?" 

    All'interno della ormai famosa "Piazza d'Armi" dove c'è la più grande tendopoli dell'Aquila che ospita migliaia e migliaia di sfollati, scorgo una grande tenda bianca con degli enormi striscioni con la dicitura "Chiese Cristiane Evangeliche delle Assemblee di Dio in Italia", ed il mio cuore si rianima un po'. 

    Incontro il pastore dell'Aquila fratello Roberto Vella e sua moglie Marilena, incontro tanti fratelli sotto la tenda sopra i lettini (appena incontrati qualche giorno prima al nostro raduno giovanile a Montesilvano), non c'è bisogno di parole; solo un grande abbraccio e dopo momenti di commozione, grandi sorrisi, pacche sulle spalle e tanta voglia di aiutare, di essere di conforto per chi ci sta attorno, e soprattutto tanta voglia di far capire alla gente, che in mezzo a tanto a dolore il nostro Dio può donare serenità nell'animo! 

    Occhi, centinaia di occhi che ti guardano, che parlano di una immane sofferenza, mani che ti stringono, abbracci che quasi ti soffocano, gente comune che non ha più nulla ma che desidera ringraziarti per lo sforzo, per il sostegno, per l'aiuto, e perché almeno in quel momento non si sentono abbandonati. 

    In ultimo, Luigi una persona anziana, malata di alzhaimer, ospitato dentro la nostra tenda, la sorella Marilena mi chiama e mi dice: "fratello Davide vieni a darci una mano, dobbiamo lavare questa persona"... Sono momenti angoscianti in cui ti fai tante domande, Luigi si dimena, si dispera non vuole farsi né lavare, né toccare, ma alla fine in sei persone riusciamo a sistemarlo, mentre lui si calma, si addolcisce e si riaddormenta nella sua brandina come fosse un piccolo bambino...

    Dopo aver distribuito il pranzo, arriva il pomeriggio, scorgo il fratello Tonino, con la sua famiglia dentro la loro macchina, la moglie Valerina è invalida, curvata ormai dal peso delle tante malattie e dei tanti dolori sopportati, la figlia Ilda disperata perché hanno perso tutto, li chiamo e gli dico: "Stanotte vi porto a casa mia", ed ecco che i loro occhi spenti si illuminano e riprendono un minimo di vita!

    Niente foto, niente video perché dopo quello che ho visto non me la sento di entrare ed immortalare un dolore cosi grande, lascio quel posto insieme ai miei fratelli, dietro di me solo disperazione e forse rassegnazione, ma con la fiducia che la nostra tenda è li, che i miei fratelli sono li, che faranno di tutto per parlare di Gesù a chi soffre, cominciando, grazie all'aiuto della protezione civile che ci ha fornito una tenda, delle riunioni di culto proprio in mezzo ai terremotati... gloria a Dio! 

    Stanco, riprendo la via di casa insieme al fratello Tonino ed alla sua famiglia, una volta arrivati, si rifocillano un po' dopo due giorni su una macchina, si rimettono in sesto, una cena calda, e poi tutti a letto, distrutti dalla stanchezza ma con la consapevolezza che Dio è con noi non ci ha abbandonati, Egli veglia sul Suo popolo. 

    La notte arriva, le scosse si sentono, ma non c'è paura, c'è il Signore che ci conforta. 

    In questo momento dopo una mattinata tra i comuni, la famiglia del fratello Tonino è al sicuro in un albergo di Montesilvano curata dal personale tra cui la dolcissima Daiana Mattioli, una ragazza credente che farà di tutto affinché il loro soggiorno li sia quanto più confortevole è possibile. Grazie Gesù, perché mi hai dato l'opportunità di toccare la sofferenza con mano, affinché io non dimentichi mai il tuo amore che ogni giorno mi soccorre! 

    Pregate per noi qui in Abruzzo e che Dio vi benedica.


    Davide Zappalà

     

    Nello sfondo i gazebo delle ADI. Fonte: www.skytg24.it

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    La vera Pasqua

     

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     Questo volantino è edito da ADI Media

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    Aborto, contraccezione, omosessualità - Quando la chiesa vuole saperne più di Dio

     

    In questi ultimi tempi, abbiamo assistito ad una sempre maggiore imposizione, da parte della chiesa, di leggi morali e, come spesso capita di fronte ad un’imposizione, si è venuta a creare una forte opposizione.

    Queste leggi morali imposte hanno portato l’opinione comune a vedere di cattivo occhio l’istituzione ecclesiastica, ma ancora di più hanno creato un’immagine distorta di Dio.

     

    La Bibbia, che, in quanto Parola di Dio, è infallibile in ogni Sua parte (ogni suo critico è sempre stato smentito dalla Parola stessa) ci dice che Dio non approva, anzi aborrisce, certi comportamenti umani, che sono conseguenza del peccato insito in ciascuno di noi, ma non ci obbliga a fare quello che non vogliamo.

    In questo post, voglio trattare, senza pretese, alcuni dei temi più “scottanti” al centro del dibattito tra chiesa e laici: omosessualità, aborto, contraccezione e rapporti prematrimoniali.

    Nella Bibbia c’è un chiaro divieto solo per tre degli elementi che ho elencato.

     

    Il primo divieto che troviamo nella Bibbia è quello di uccidere.

    “Non uccidere”  (Esodo 20:13)

    Se vogliamo, il termine “uccidere”, può essere tradotto in modo più specifico con “non commettere assassinio”: qui Dio, fa una chiara distinzione tra omicidio volontario e colposo; più avanti, infatti, indicherà come comportarsi nei confronti degli uni e degli altri.

    L’aborto è considerata omicidio e può essere colposo o volontario a seconda che lo stesso sia volontario o meno.

     

    Approfondimenti:

    Bibbia e aborto - link

    Dottore, mi faccia morire (eutanasia) – link

    Guardami, osservami: voglio vivere - DVD

     

    Il secondo divieto che troviamo nella Bibbia è quello di avere rapporti con persone dello stesso sesso.

     

    Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole.” (Levitico 18:22)

    Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura; similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento. Siccome non si sono curati di conoscere Dio” (Romani 1:26, 27)

    Non v'illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.” (1 Corinzi 6:9, 10)

    La legge è fatta non per il giusto ma per gl'iniqui e i ribelli, per gli empi e i peccatori, per i sacrileghi e gl'irreligiosi, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i mercanti di schiavi, per i bugiardi, per gli spergiuri e per ogni altra cosa contraria alla sana dottrina” (1 Timoteo 1:9-11)

     

    La condanna del peccato dell’omosessualità è presente in tutta la Bibbia (Antico e Nuovo Testamento), ma la cosa particolare è che, mentre la chiesa tende a condannare gli omosessuali, la Bibbia annuncia che Dio odia il peccato, ma ama il peccatore. Davanti a Dio tutti i peccati sono uguali, non esistono i peccati mortali e quelli veniali: questa distinzione è stata creata dall’uomo e non ha fondamenti biblici; per la Bibbia “tutti hanno peccato e sono privi della grazia di Dio”. Ogni peccato conduce alla morte, non fisica, ma spirituale. La morte nella Bibbia significa “separazione da Dio”, vivere dissolutamente porta alla separazione eterna da Dio.

    Tornando a noi, lo scopo della chiesa non è quello di “puntare il dito” contro gli omosessuali, ma quello di annunciare la Buona Notizia della salvezza in Cristo Gesù. Nella prima lettera di Paolo ai Corinzi dopo la lista dei peccati che, se praticati e non presentati al Signore Gesù Cristo per essere lavati e cancellati, portano alla condanna eterna, l’apostolo aggiunge “E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio.” (1 Corinzi 6:11); questo significa che qualcuno ha trovato nella Chiesa un gruppo di persone pronte ad accoglierlo e a presentargli il messaggio del Vangelo e che non lo ha cacciato via, che ha scoperto che Dio lo amava nonostante il suo passato, che ha piegato le proprie ginocchia e aperto il proprio cuore chiedendo a Dio di perdonarlo, che è stato cambiato dalla grazia di Dio e che è diventato erede del Regno dei cieli.

    C’è da dire però, per amor di verità, che molti non accettano di essere avvicinati da Gesù, non accettano di essere visitati dalla grazia salvifica e che per questo sono destinati alla condanna eterna. Questo è valido per ogni peccato, infatti è scritto nella Bibbia che “il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.” (Romani 6:23)

    L’omosessualità davanti a Dio è una cosa abominevole che va contro il Suo disegno iniziale: “Ed egli [Gesù] rispose loro: «Non avete letto che il Creatore, da principio, li creò maschio e femmina e che disse: "Perciò l'uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne?" Così non sono più due, ma una sola carne” (Matteo 19:4). Il Signore, tuttavia, è sempre pronto ad accogliere ognuno di noi tra le sue braccia amorevoli.

     

    Approfondimenti:

    Sono stato liberato dall’omosessualità – link

    A domanda risponde vol. 2 – libro

    Libri vari

     

    La contraccezione e i rapporti matrimoniali

     

    Questo è uno dei divieti imposti dalla chiesa e, al cui riguardo, la Bibbia si esprime molto chiaramente; per questo inserirò solo il passo biblico che parla della vita matrimoniale (fermo restando che i rapporti sessuali fuori dal matrimonio sono considerati fornicazione e quindi peccato. Leggi i versetti indicati nelle sezioni precedenti)

     

    Per evitare le fornicazioni, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; lo stesso faccia la moglie verso il marito. La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie. Non privatevi l'uno dell'altro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza. 6 Ma questo dico per concessione, non per comando; io vorrei che tutti gli uomini fossero come sono io; ma ciascuno ha il suo proprio carisma da Dio; l'uno in un modo, l'altro in un altro. Ai celibi e alle vedove, però, dico che è bene per loro che se ne stiano come sto anch'io. Ma se non riescono a contenersi, si sposino; perché è meglio sposarsi che ardere.” (1 Corinzi 7:1-12)

     

    Approfondimenti:

    Non solo tabù – libro

    Una sola carne – libro

    Amicizia, fidanzamento, matrimonio – libro

    Passione & Purezza - libro

    Libri vari

     

    Concludendo, la Chiesa di Cristo, che non è un’istituzione temporale, ma l’insieme dei peccatori redenti dal sangue di Cristo, è chiamata ad avvertire gli uomini delle conseguenze del peccato, lasciando l’individuo libero di scegliere.

    Adesso sai che abortire, praticare l’omosessualità e tante altre pratiche morali discutibili è sbagliato agli occhi di Dio, sta a te scegliere: piacere agli uomini o a Dio, continuare a vivere nella monotonia e nella schiavitù del peccato o godere di una vita piena ed entusiasmante nella libertà che da lo Spirito Santo.

     

    Per quanto riguarda la chiesa istituzionalizzata, essa non è nuova ad imporre divieti che, a volte si rivelano addirittura contrari alla Bibbia (celibato e divieto della carne in determinati giorni), leggi qui:

    Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare,[…] ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demòni, sviati dall'ipocrisia di uomini bugiardi, segnati da un marchio nella propria coscienza. Essi vieteranno il matrimonio e ordineranno di astenersi da cibi che Dio ha creati perché quelli che credono e hanno ben conosciuto la verità ne usino con rendimento di grazie. Infatti tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da respingere, se usato con rendimento di grazie; perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera. (1 Timoteo 3:2; 4:1-5)

    Approfondimenti:

    Le 100 domande per i cattolici di buona volontà – link

    Ma il Vangelo non dice così – libro

    Salario o dono? - link

     

    Lo scopo di questo post non è quello di polemizzare, ma di esporre la verità, troppo spesso distorta e infangata proprio da quelli che dovrebbero portarla come una bandiera.

     

    Dio ci benedica.

    L'influenza misteriosa


    È un tipico venerdì pomeriggio e stai guidando fino a casa tua.
    Alla radio, il notiziario da una notizia di poca importanza:in un paese lontano sono morte tre persone di un’influenza mai vista prima, ma tu non gli presti troppa attenzione.
    Lunedì: ti svegli e scopri che le vittime dell’influenza non sono più tre, ma trentamila. Trentamila persone morte tra le colline remote dell'India.
    Membri del controllo della Sanità degli Stati Uniti si recano in India per indagare.
    Martedì: la notizia acquista una primaria importanza su tutti media: l’epidemia si è diffusa anche in Pakista, in Iran ed in Afghanistan.I giornali la chiamano "L'influenza misteriosa" e si chiedono se possa esistere un modo per fermare la sua diffusione.
    L’Unione Europa annuncia la chiusura di ogni mezzo comunicativo da e per i paesi contagiati, ma poco dopo, viene rilasciata la notizia che in Francia, un uomo è stato ricoverato per l’influenza misteriosa ed è morto.
    Secondo i giornali, il virus ha un tempo d’incubazione pari a una settimana, dopodiché causa dolori terribili per quattro giorni fino a portare alla morte.
    Anche il governo degli Stati Uniti d’America attua i provvedimenti dell’Unione Europea per evitare il contagio, almeno finché non si trovi una cura.
    Il giorno seguente, un comunicato radio annuncia la morte di due donne a New York: sembra che tutto il mondo, ormai, sia contagiato.
    Gli scienziati continuano a cercare una cura, ma senza successo; finché, un’equipe medica riesce analizza ed ottiene il codice DNA del virus, trovando la cura: c’è bisogno di sangue puro, non infettato dal virus.
    Viene sparsa la notizia, rivolta a tutti coloro che non hanno contratto la malattia, di recarsi presso l’ospedale più vicino per fare degli esami del sangue.
    Decidi di andare insieme con la tua famiglia e ti chiedi cosa accadrà se questa soluzione dovesse fallire. Dopo aver fatto gli esami, un medico grida un nome: è quello del tuo figlio più piccolo. Si avvicina e fa per portarlo via, tu lo fermi, ma lui ti tranquillizza dicendoti che il sangue di tuo figlio è quello giusto. Poco dopo i medici escono dalla sala dove hanno portato tuo figlio soddisfatti ed annunciano che grazie a tuo figlio si è trovato il rimedio all’influenza misteriosa; poi si avvicina a te e a tua moglie e chiede di potervi parlare. Ti dice che non era stato previsto che il sangue sano potesse provenire da un bimbo e che quindi devi firmare alcune liberatorie; istintivamente chiedi quanto sangue dovranno chiedere e il dottore ripete che non era stato previsto che il sangue sano potesse provenire da un bimbo. Rifai la domanda. Il dottore ti guarda e dopo qualche secondo ti annuncia che dovranno usarlo tutto. A quel punto decidi di non firmare più, ma il medico ti ricorda che grazie a tuo figlio potrai salvare il mondo da una epidemia mortale. Chiedi se sarà possibile avere una trasfusione per il bambino, anche se sai già la risposta: solo tuo figlio ha il sangue puro, nessuno, te incluso, potrà donargli il proprio sangue per salvarlo. Il medico ti dice che se ci sarà la possibilità lo farà e ti richiede di firmare per la salvezza dell’umanità. Accetti in silenzio e firmi come per inerzia: non riesci a pensare ad altro che a tuo figlio.
    Ti portano dal bambino, che ti chiede che cosa sta succedendo. Ti accovacci davanti a lui lo guardi negli occhi, gli prendi la mano e gli dici quanto lo ami e quanto non vorresti che gli capitasse qualcosa di terribile, ma il dottore interrompe la vostra conversazione dicendo che bisogna fare presto. Mentre lo portano via il bambino grida: “Papà, perché mi abbandonate?”.
    La settimana successiva, al funerale di tuo figlio non c’è nessuno, alcuni sono a casa a dormire o guardare la partita di calcio, altri sono a fare una passeggiata e quelli che sono venuti, fanno finta di avere interesse per tuo figlio sfoggiando un sorriso ipocrita.
    Ti viene voglia di gridare a tutti che tuo figlio è morto per loro, ma sai che pochi ti ascolteranno e capiranno davvero.



    A volte è questo quello che Dio ci vuole dire: "Mio figlio è morto per voi, e non riuscite a capire quanto vi amò? È curioso vedere come è semplice per le persone rifiutare Dio, e dopo chiedersi perchè il mondo va di male in peggio. È curioso vedere come crediamo a quello che è scritto sul giornale, però contestiamo quello che è scritto sulla Bibbia. È curioso come ci sforziamo giorno dopo giorno accumulando beni terreni e non ci dedichiamo neanche un minuto a fare tesoro delle cose celestiali. È curioso come qualcuno dice: "Io credo in Dio", però con le sue azioni dimostra che segue altri scopi.

    RIFLETTIAMO!

    Riadattato da un'email ricevuta


    Autobus atei - “Come invocheranno Colui nel quale non hanno creduto?” (Romani 10:14)

     

    Navigando nella rete ho scoperto un’iniziativa che prevede l’utilizzo di autobus pubblici per sponsorizzare un messaggio ateo: “There‘s probably no God. Now stop worrying and enjoy your life.” (Probabilmente Dio non esiste, quindi smettila di preoccuparti e goditi la vita).

    In Italia, mentre negli altri Paesi aderenti all’iniziativa viene lasciato il beneficio del dubbio, lo slogan sarà: “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno.”

    Nella Bibbia è scritto chiaramente e senza mezzi termini: “Lo stolto ha detto in cuor suo: «Non c'è Dio» … non c’è nessuno che faccia il bene” (Salmi 14 e 53).

    Non è mio scopo confutare le tesi degli atei (l’ateismo è esso stesso una fede), ma voglio semplicemente fare quello che fanno loro: non vergognarmi di quello che credo.

     

    Non mi vergogno di dire che credo nel Dio disceso dal cielo, morto sulla croce per liberarmi dal peccato, guarirmi dalle malattie e darmi vita eterna;
    non mi vergogno di dire che credo che Gesù è Dio e che mi ha salvato e mi ha dato una nuova vita, una vita esuberante e vittoriosa;
    non mi vergogno di dire che credo che quando sono alla Sua presenza posso parlare con Lui, farmi consolare da Lui, sorridere con Lui;
    non mi vergogno di dire che credo nella promessa del Suo ritorno e aspetto con ansia quel momento;
    non mi vergogno di dire che credo che Gesù è vivente ed è la Via, la Verità e la Vita, l'Unico Nome che è stato dato agli uomini per essere salvati;
    non mi vergogno di dire che credo perchè ... ho incontrato Dio e non Lo voglio più lasciare!

     

     

    crJ

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    Un prezzo altissimo

     

    "Sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati … ma col prezioso sangue di Cristo" (1 Pietro 1:18, 19)

     

    Al termine di una riunione evangelistica, un minatore andò dal noto pastore e scrittore inglese G. Campbell Morgan e gli disse: "Non mi ci vorrebbe nulla a credere che Dio può perdonare i miei peccati. Semplicemente non riesco ad accettare l’idea che tutto ciò che devo fare è credere in Lui. È troppo conveniente."

    Morgan gli chiese: "Hai lavorato oggi?", "Sì", replicò l’uomo, "ero in miniera”. "Quanto hai pagato per uscire da lì?", domando il pastore. "Nulla!", rispose il minatore, "sono semplicemente entrato nell’ascensore che mi ha portato in superficie". "Non avevi paura di porre la tua fiducia nell’ascensore? Non è troppo conveniente?", gli chiese Morgan, "Oh, no. L’uso è gratuito, ma alla compagnia è costato molto scavare il pozzo dell’ascensore e renderlo sicuro", ribadì il minatore.

    Subito la verità gli fu chiara. Il pastore gli aveva annunciato che la salvezza era gratuita, ma che Qualcun altro aveva pagato un prezzo altissimo per provvedergli la “via d’uscita” dagli abissi del peccato e salvare i trasgressori.

    Nel Vangelo leggiamo dell’agonia sofferta da Cristo mentre pregava nel giardino del Getsemani. Riguardando alla croce, contempliamo le atroci sofferenze patite da Gesù per il nostro riscatto: quale alto prezzo è stato pagato! Si può disprezzare un così gran dono?

     

    tratto dal calendario “La Parola Giorno per Giorno 2008”, meditazione del 27 novembre 2008, ADI-Media

     

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    India: la fede evangelica tra fuoco e violenze

     

    da CRISTIANI OGGI:

    Centri di accoglienza, scuole, orfanotrofi costretti alla chiusura. Centinaia di persone al precario riparo delle foreste.

    Un numero incalcolabile di chiese e case distrutte.

    Uomini, donne percossi, pestati, uccisi, bruciati vivi.

    Fiamme, macerie violenza!

    Siamo in Orissa, stato del nord-est dell’India, dove la persecuzione dei cristiani continua ormai da anni.

    L’ondata di violenze, però, si è intensificata ed inasprita negli ultimi mesi a causa dell’uccisione di Swami Laxmanananda Saraswati, capofila del VHP, gruppo radicale indù.

    Dal 24 agosto scorso, giorno dei funerali del leader, gli adepti indù si sono impegnati in una feroce vendettta religiosa a danno dei cristiani, ritenuti i veri responsabili del delitto, nonostante le chiari rivendicazioni da parte dei maoisti.

    Oltre al VHP, vi sono anche il Bajarang Bal (movimento politico di estrema destra) e l’RRS (movimento radicale nazional-induista), non ancora ufficialmente banditi dal governo.

    La persecuzione si è così estesa a numerosi altri stati: Gujarat, Tamil Nadu, Andra Pradesh, Madhya Pradesh, Karnataka, Derala, Bihar, Satishka, Isole Andaman. In diverse di queste regione si trovano orfanotrofi e centri di accoglienza sostenuti dal progetto ADI-AID delle Assemblee di Dio in Italia, nei quali operano, come collaboratori, fratelli e sorelle delle nostre comunità, ora in gravi difficoltà.

    Già all’inizio dell’anno, uno dei nostri orfanotrofi è stato chiuso e riaperto in un’altra zona, con notevoli difficoltà logistiche e con il ritiro da parte delle famiglie di parecchi bambini per paura delle ritorsioni dei gruppi indù estremisti. In questo periodo, altri centri sono stati momentaneamente spostati o costretti alla chiusura per le continue minacce ed aggressioni degli estremisti.

    Tramite e-mail giungono dai nostri uffici dell’India costanti e desolanti aggiornamenti da parte dei fratelli responsabili della Maranthà Full Gospel Association (MFGA) e dalla Eben-Ezer Home of Social Outreaches.

    In un’email risalente al mese di settembre, il fratello Charles Finny Jospeh, presidente della MFGA, scrive: “Le chiese vengono bruciate, i pastori picchiati […] I responsabili induisti ci minacciano e ordinano alle famiglie di non portare i bambini nelle scuole e nei centri cristiani. […] Negli ultimi sei mesi la situazione si è seriamente aggravata. […] Alcuni credenti si sono nascosti nelle foreste e gli estremisti minacciano di bruciare i villaggi.”

    Successivamente è giunto un triste resoconto della recrudescente persecuzione: “A Koppa, nel Karnataka, una chiesa è stata distrutta, il pastore e la sua famiglia sono stati picchiati e la loro casa ridotta in macerie. […] Nella stessa regione due pastori della Maranathà sono stati arrestati […] In Orissa sei chiese sono state completamente distrutte.

    I pastori sono stati picchiati e quattro di loro sono in ospedale in gravi condizioni. Abbiamo perso dieci chiese e un anziano della nostra opera è stato decapitato perché non ha voluto rinnegare che Gesù è il Salvatore. Alcuni credenti si trovano nei centri di accoglienza [non cristiani, ndr] dove vengono obbligati a inginocchiarsi davanti al dio elefante; se non lo fanno vengono loro negati cibo ed assistenza.”

    Mentre scrivo, ricordo con grande affetto la visita che lo scorso anno, insieme ai fratelli Tilenni e Mottola, ho effettuato proprio in queste zone. Una grande commozione e palpitazione pervade il mio cuore al pensiero che fratelli che ho conosciuto personalmente sono in questi giorni sotto la minaccia del terrorismo e rischiano la loro vita a motivo dell’Evangelo.

    Nonostante la situazione indiana sia veramente tragica, i mass-media non hanno posto su di essa l’attenzione del grande pubblico; l’informazione nazionale, in particolare, si è semplicemente soffermata su alcune avversioni subite da esponenti della religione ufficiale, dimenticando i tanti altri cristiani sottoposto alle stesse sofferenze.

    L’azione del governo indiano è lenta e complessa, e difficili sono anche le operazioni di soccorso. Ai nostri fratelli indiani, bloccati ai confini dei paesi colpiti dalla persecuzione non risulta facile operare direttamente e fattivamente a favore degli altri credenti. Per questo sono state indette delle giornate di preghiera, “per chiedere al Signore che dia il favore del governo, così da poter andare ed aiutare quanti si trovano nel bisogno ed ottenere una reale libertà religiosa in India”.

    L’accorata richiesta dei credenti indiani è anche che le chiese italiane si uniscano in una constante preghiera, affinchè possano continuare a proclamare l’Evangelo e a diffondere il messaggio d’amore di Gesù.

    Le Assemblee di Dio in Italia hanno un grande peso per tutto questo: più di 900 bambini, distribuiti in 46 orfanotrofi e centri di accoglienza, presenti in cinque stati dell’India, sono ad oggi aiutati dal progetti di sostegno a distanza, sostegno che, ora più che mai, deve essere incentivato e accompagnato dalla preghiera.

    Seppure con difficoltà, le attività del servizio ADI-AID nel continente asiatico continuano, grazie a credenti fedeli e coraggiosi che non perdono di vista lo scopo del proprio lavoro: aiutare il prossimo che si trova nel bisogno ed educare i fanciulli nelle vie del Signore, per dare loro “un avvenire ed una speranza"” (cfr. Geremia 29:11), nonché portare nuove anime a salvezza.

    Anche nella prova e nella persecuzione la missione dei credenti non può fermarsi: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Com’è scritto: <Per amor di Te siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come pecore da macello>. Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di Colui che ci ha amati. Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nsotro Signore” (Romani 8:35-39).

    Facciamo appello a tutte le chiese perché ci sia un impegno di preghiera per i nostri fratelli che operano in India, sostenuti finanziariamente e spiritualmente dal servizio ADI-AID, senza dimenticare di pregare anche per i nostri centri scolastici e gli orfanotrofi presenti in Africa.

    ADI-AID continua il suo lavoro con grande zelo e gioia, consapevole che Dio ha voluto chiamarci in questo tempo perché l’Evangelo possa raggiungere ogni sperduto angolo del mondo con il Suo messaggio di grazia e di libertà.

    Gaetano Montante

     

    tratto da “CRISTIANI OGGI”, Quindicinale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”, n. 20, 16-31 ottobre 2008

    Oggi è domenica - Chiesa perseguitata

     

     
     

     Riflettiamo!

    Bibbiofonino

     

    Riesci ad immaginare cosa succederebbe se noi trattassimo la Bibbia nel modo in cui trattiamo il nostro telefonino cellulare?

    ... se noi trasportassimo la Bibbia nella nostra 24 ore, nella borsetta, appesa alla cintura, o nel taschino della nostra giacca?

    ... se le dessimo un colpo d'occhio molte volte nella nostra giornata?

    ... se tornassimo sui nostri passi per cercarla, dopo averla dimenticata a casa o in ufficio?

    ... se l'utilizzassimo per mandare dei messaggi ai nostri amici?

    ... se la trattassimo come se non potessimo vivere senza di lei?

    ... se la regalassimo ai nostri figli, per essere sempre in contatto con loro?

    ... se la portassimo con noi in viaggio, nel caso in cui avessimo bisogno di aiuto?

    ... se la aprissimo immediatamente in caso di pericolo?

     

    Contrariamente al cellulare, la Bibbia ha sempre 'campo'. Possiamo connetterci ed essere in contatto con Dio, in qualsiasi luogo (persino in alta montagna, o in mare aperto).

    Non dobbiamo preoccuparci della mancanza di credito, perché Gesù ha già pagato per sempre la ricarica, e i crediti sono illimitati.

    Ancora meglio: la comunicazione non viene mai interrotta, e la batteria è caricata per tutta una vita.

     

    *NUMERI DA DIGITARE in caso di PERICOLO*:

     

    - Se sei triste, componi * Giovanni 14 *

    - Se la gente mormora contro di te, componi * Salmo 27 *

    - Se sei innervosito o stressato, componi * Salmo 51 * (CEI, Salmo 50)

    - Se sei ansioso, componi * Matteo 6:19-24 *

    - Se sei in pericolo, componi * Salmo 63 * (CEI, Salmo 62)

    - Se la tua fede ha bisogno di essere fortificata, componi * Ebrei 11 *

    - Se ti senti solo e hai paura, componi * Salmo 22 *

    - Se sei duro e critico, componi * 1 Corinzi 13 *

    - Per conoscere il segreto della felicità, componi * Colossesi 3:12-17 *

    - Se ti senti triste e solo, componi * Romani 8:31-39 *

    - Se desideri la pace e il riposo, componi * Matteo 11:25-30 *

    - Se il mondo ti sembra più grande di Dio, componi * Salmo 90 * (CEI, Salmo 89)

     

    Annota questi numeri nella tua agenda (magari in quella del tuo cellulare!).

    Forse, se ne farai uso, saranno importanti in alcuni momenti della tua vita!

    Ci sono momenti in cui è meglio avere un numero biblico da comporre (per trovare l'aiuto di Dio) che avere un numero di telefono da comporre (per Trovare l'aiuto di un uomo)!

     

    (tratto da un'email che mi è arrivata)

    Un piano per te

     

    Ho trovato questo video navigando sul web, tratto da un turno di campeggio, ed ho voluto postarlo. Spero possa essere edificante e di incoraggiamento per quanti hanno timore di consacrarsi di più al servizio del Signore.

     

    UN PIANO PER TE

    Testo e Musica: Franco Marino

    Dall'album: "Il Cielo per me" (Sela)

     

     

     

    Dio sa il tuo nome, ti conosce, sai?

    E, dal primo giorno che sei nato,

    Lui vede cosa fai!

    E, pensando a Te, Lui si domanda:

    "Se l'impegnerò, cosa risponderà?"

    Ti vorrei al Mio servizio!

     

    Dio ha un piano per te,

    non far fallire il piano per te.

    Lui ti ama: manderà te!

     

    Tu che sei lì nella comunità,,

    forse canti pure in mezzo ai giovani,

    non sei stanco lì nel banco?

     

    Dio ha un piano per te,

    non far fallire il piano per te.

    Lui ti ama: manderà te!

     

    Rispondi ora: "Manda me,

    al Tuo servizio ci sarò io!

    Io Ti amo, Signore mio!

    Manda me! Manda me!

    -------------------

    Poi udii la voce del Signore che diceva:
    «Chi manderò? E chi andrà per noi?»
    Allora io risposi: «Eccomi, manda me!»

    ISAIA 6:8

    Servire il Re per piacerGli - Chiesa perseguitata


    Io soffro fino ad essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata.Ecco perché sopporto ogni cosa per amor degli eletti, affinché anch'essi conseguano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.” (2 Timoteo 2:9, 10)


    A volte, Dio si serve di qualcosa che riteniamo malvagio per ricavarne qualcosa di buono. Il pastore missionario Manja Tamang sta imparando questa lezione mentre sconta una sentenza di 20 anni in prigione del Nepal per un crimine che non ha commesso.

    Manja serviva Cristo con tutto il cuore in un piccolo villaggio sulle montagne del Nepal come pastore ed evangelista. Un giorno, mentre stava svolgendo il suo lavoro ministeriale, fece una scoperta che avrebbe cambiato il suo campo di missione. Mentre stava camminando lungo un sentiero, trovò un cadavere. Manja riferì subito l'accaduto alla polizia. Un gruppo anticristiano che si opponeva all'opera di Manja trovò in questo avvenimento un'occasione per accusare Manja del crimine.

    Dopo alcuni giorni, la polizia arrestò Manja per quello che loro ritenevano un omicidio. Raccolsero “prove” da casa sua – vestiti che sostenevano appartenere alla vittima. Durante il processo di Manja, falsi testimoni giunsero da fuori città per deporre contro di lui. La vedova della vittima protestò, dicendo che Manja era innocente, ma la corte lo dichiarò colpevole e gli sentenziò venti anni di carcere.

    Tutto questo accadde nel 2000. I sostenitori di Manja combatterono contro la sentenza per due anni ed infine il suo caso fu sottoposto alla Corte Suprema. A dispetto di evidenti prove dell'innocenza di Manja, la Corte mantenne la sentenza. Manja rimase in prigione.

    "Ma la Parola di Dio non è incatenata”. Coloro che accusavano falsamente Manja, sperando di distruggere il suo ministerio, non ebbero successo. Rati, la moglie di Manja, rimase fedele a suo marito, visitandolo in prigione, pregando per lui e prendendosi cura dei loro due figli. Raggiunse la sua comunità col Vangelo, insegnando ai bambini, servendo in una squadra di evangelizzazione ad “ampio raggio” e lavorando col gruppo delle sorelle della sua chiesa.

    E Manja ha trovato un nuovo campo di missione. Mentre la separazione dalla sua famiglia è triste e l'ingiustizia che ha vissuta è scoraggiante, lui continua ad essere un testimone di Cristo. Lui crede che Dio è il Sovrano e che lui ha scelto, in qualità di servo di Dio, di essere messo in prigione. Dio ha benedetto l'opera di Manja. Adesso, egli tiene studi biblici per i carcerati che vogliono conoscere di più Gesù e più di trentacinque si sono convertiti al Signore, diventando Cristiani. Le guardie della prigione sono rimaste impressionate dalla persona di Manja e lo hanno nominato assistente medico della prigione. Egli ha anche completato un grado d'istruzione mentre era in casa di detenzione.

    Anche se per Manja sarebbe facile disperarsi e lasciarsi andare all'amarezza, ha scelto di sopportare ogni cosa con fiducia, fedeltà, speranza ed amore. Manja serve il Re per piacerGli.


    Liberamente tradotto da "The Pleasure of My King". Tratto dal sito "Better than Life - Discovery House Publishers"

     

     

    He knows my name

    He Knows My Name
    Words and Music by Tommy Walker
    LIBERA TRADUZIONE NON CREATA O ADATTA ALLA PUBBLICA ESECUZIONE

    Ho un Creatore,
    Egli ha formato il mio cuore.
    Ancor prima che il tempo iniziasse,
    la mia vita era nelle Sue mani.

    Lui conosce il mio nome,
    conosce ogni mio pensiero,
    vede ogni lacrima che scende,
    e mi sente quando chiamo.

    Ho un Padre,
    mi chiama “Suo”;
    Lui mai mi lascerà,
    non importa dove vado.

    Lui conosce il mio nome,
    conosce ogni mio pensiero,
    vede ogni lacrima che scende
    e mi sente quando chiamo.

     

     

     

    Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo

    (Geremia 1:5a)

     

    Una giornata storica

    Il 6 settembre, come vi avevo accennato (usiamo un diminutivo ^__^ ), abbiamo tenuto una giornata all'insegna dell'evangelizzazione nella cittadina di Busalla (GE).

    Non era mai successo prima, che dalla piazza principale di questo paese, che conta poco più di 5000 abitanti, echeggiassero canti al Signore, lodi dal cuore, preghiere, momenti di adorazione e soprattutto la predicazione del messaggio biblico. Proprio questa novità ha catalizzato l'attenzione dei passanti, pedoni e non, ha bloccato letteralmente la località: i negozianti stavano sulla porta d'ingresso del proprio esercizio commerciale, gli utenti dell'ufficio postale stavano affacciati alle finestre, i clienti del bar adiacente cambiavano sedia per poter vedere meglio cosa stesse accadendo, tutti erano curiosi di sapere cosa stesse succedendo e tutti hanno ascoltato l'intera riunione, durata circa 30 minuti.

    Questo per la riunione mattutina.

    Ah, non vi ho detto un elemento fondamentale di questa giornata: si è verificato un miracolo. Le previsioni, fino alla mattina stessa, davano pioggia battente proprio su Busalla (monitoravo tramite un sito di previsioni via web in tempo reale), ma durante le riunioni le nuvole sembravano aprirsi su di noi lasciando passare dei caldi raggi solari. Insomma, durante i culti non c'è stata nemmeno una goccia d'acqua, ma un bel caldo!

    Dopo la riunione del mattino, abbiamo consumato un pasto, attraverso un "agape" fraterna, ai giardini pubblici di Casella, un paese a pochi chilometri da Busalla e lì ad evangelizzare sono stati i bambini che, mentre giocavano cantavano il coro "Dio è vivente"

     
    MusicPlaylist

    stupendo i passanti.

    Gesù aveva proprio ragione quando diceva che dobbiamo ritornare come bambini, quanta semplicità di cuore!

     

    Ad ogni modo, alle 17:00 ci siamo ritrovati per il secondo culto e, con grande gioia, abbiamo trovato alcune panchine "monopolizzate" da alcuni abitanti del luogo, che non volevano "perdere la riunione"!

    Il Signore ha parlato ancora una volta attraverso la Sua Parola e molti, anche nel pomeriggio, si sono fermati ad ascoltare, la nostra preghiera è che quel seme sparso attraverso la predicazione della Parola di Dio possa far riflettere quanti hanno ascoltato, che lo Spirito Santo possa convincere i cuori di aver bisogno dell'amore di Gesù Cristo, unico vero Dio e Salvatore!

    Lui sta per tornare e il Suo desiderio è che tutta l'umanità possa essere trovata fedele in modo che possa portarla con Sé.

    La domanda del Signore risuona ancora e vuole essere un monito anche per te che stai leggendo: "Quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?" (Luca 18:8)

    Gesù ti sta chiedendo di avere fede in Lui, di accettarLo nel tuo cuore; Egli non sta chiedendo se troverà la religione sulla terra quando tornerà, ma se troverà la fede ... la differenza è enorme: la religione è un insieme di regole da seguire per giungere tramite le opere a sperare di essere salvati; la fede è la gioia di servire, amare e avere un rapporto personale con il Signore nella certezza della vita eterna.

     

     

    Articolo tratto da “Risveglio Pentecostale” di Febbraio 2009: IMG_001